Ma che cosa significa parlare con se stessi? A prescindere dalla maggiore o minore rilevanza delle cose che possiamo dire a noi stessi, non c’è dubbio che è sempre, e sempre di nuovo, la memoria a essere in causa. Non importa se sono cose molto impegnative come, per esempio, chiedersi quale sia il senso di uno specifico passaggio di un testo di Hegel, oppure molto banali come, per esempio, quale sia il mezzo di trasporto più adatto per raggiungere una data località. A ben guardare, non potrebbe essere altrimenti. Mi domando: come sarebbe possibile capire Hegel senza essere avvezzo, per precedenti letture, alle categorie più tipiche dell’idealismo tedesco o individuare il mezzo più adatto senza essere a conoscenza, per precedenti esperienze, di quale sia l’offerta di trasporto più conveniente? […] parlare con se stesso è sempre “ricordare” qualcosa a se stesso. “La memoria”, osserva Quine (1960), “è una sorta di comunicazione da Sé a Sé”.
